
Artegiovane.it, galleria virtuale dedicata ai giovani artisti, ci ha intervistato ponendoci alcune domande. Risponde Benedetta Crippa, curatrice del concorso per Studio Camuffo. Potete leggere l’intervista qui sotto, e la trovate anche sul sito di Artegiovane, qui. Ringraziamo per l’intervista Margherita Portelli.
28/1/2010
Giovane Grafica Italiana. La generazione dei “progettisti del visuale”
Volare ad Amsterdam con la prospettiva di lavorare al fianco dei più stimati professionisti del mondo della comunicazione a livello internazionale. Se sei un giovane grafico o un illustratore di belle speranze che a fatica riesce a procacciarsi, l’una dopo l’altra, misere collaborazioni e sporadiche commesse, è certamente una prospettiva allettante. E proprio nell’ottica di agevolare l’impervia ascesa dei ragazzi alla professione, il Comune di Milano ha deciso di mettere in piedi un progetto tutto dedicato ai creativi del mouse e della tavoletta. Giovane Grafica Italiana, il concorso che si è da poco concluso, ha invitato i molti partecipanti a sfidarsi sul tema «Città contemporanea». Abbiamo incontrato Benedetta Crippa, managing director del Concorso Giovane Grafica Italiana, e le abbiamo chiesto di raccontarci le idee, gli stimoli, le ambizioni che questo progetto ha racchiuso.
Come nasce il tema del concorso “Città contemporanea”?
La città è un’entità oggi più che mai complessa, che pone problemi e domande. Un’entità che va interpretata, in chiave personale, per immaginare i luoghi del nostro futuro. Abbiamo quindi scelto il tema della città contemporanea perché permetteva un’ampia possibilità d’interpretazione, di racconto del proprio vissuto e l’immaginazione di nuove opportunità e mondi. L’immaginazione, il saper vedere oltre, è una qualità necessaria per un grafico.
I premi messi in palio (workshop, collaborazioni e stage anche all’estero) sono concretamente proiettati sul mondo del lavoro. Che cosa ha spinto ha optare per questo tipo di riconoscimenti?
La natura stessa del concorso e di ciò che richiedeva ci ha spinti in questa direzione. Spesso la visione che i giovani hanno di questo lavoro è ridotta allo stare davanti ad un computer usando dei software. In realtà, la professione del grafico è fondata sul contatto umano e sui continui stimoli che si possono ricevere da altri professionisti. L’incontro è un momento fondamentale della formazione della persona, sia umana che professionale. Volevamo inoltre offrire un’esperienza reale sul campo, per offrire ai ragazzi l’opportunità di mettersi alla prova e confrontarsi con professionisti di valore, in un contesto culturale differente. Queste sono opportunità impagabili che nessun premio in denaro può sostituire.
Chi sono i vincitori e cosa trasmettono i loro lavori? Perché la giuria li ha selezionati?
I vincitori sono giovani grafici, designer o illustratori, provenienti da diverse parti d’Italia con alle spalle differenti background culturali.
Abbiamo voluto selezionare lavori molto diversi tra loro, che potessero offrire una visione complessa del mestiere del grafico, e che allo stesso tempo rispettassero diversi criteri, come l’organicità, la coerenza, e la capacità di raccontare delle storie. Questo ultimo punto ci è sembrato cruciale: il raccontare di sé, saper portare un’interpretazione propria, personale, unica del tema, che travalicasse i canoni di quella che è definita classicamente “grafica”, è stato un criterio fondamentale di valutazione.
La grafica è un’arte relativamente “giovane”, sicuramente in divenire e molto legata al contemporaneo. Cosa differenzia questo tipo di espressione artistica rispetto alle altre e perché si è deciso di dar vita ad un concorso come questo?
La grafica necessita certamente di una forte componente estetica ma non sarebbe corretto definirla arte; è una disciplina trasversale, che travalica l’ambito comunemente inteso e trova differenti sbocchi e applicazioni. Il concorso ha voluto puntare i riflettori proprio su questi differenti contesti.
Negli ultimi anni le scuole dedicate al graphic design stanno crescendo per numero e qualità; e riteniamo che accanto alla didattica siano importanti iniziative come queste, che permettono ai ragazzi di mettersi alla prova ed al tempo stesso di confrontarsi con il mondo lavorativo, perché possano arrivarvi preparati.
Perché è necessario sostenere e dare voce alla creatività giovanile?
Il concorso ha voluto dare l’opportunità di mettere in luce i giovani grafici italiani, per dimostrare le qualità delle nuove leve e perché la futura comunicazione sarà costruita da loro. C’è bisogno di una nuova generazione di “progettisti del visuale”, che sappiano ispirare una consapevolezza maggiore di questa professione, che è al servizio di tutti. Investire oggi sulla creatività giovanile significa progettare un domani più ricco di opportunità, di idee, di visioni, ed in sostanza una migliore qualità della vita.
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